martedì 15 luglio 2008



MARTEDì I FUNERALI NELLA CHIESA DI SAN MARCO A MILANO È morto Gianfranco Funari, ribelle della tv
Era ricoverato da cinque mesi per gravissimi problemi cardiaci e polmonari. La moglie: 'Cosciente fino alla fine'

MILANO - Se n'è andato in punta di piedi: senza far confusione e creare problemi. Gianfranco Funari, cabarettista e showman televisivo, è morto sabato mattina all'ospedale San Raffaele di Milano, dove era ricoverato da 5 mesi per gravissimi problemi cardiaci e polmonari. Aveva 76 anni. I funerali si svolgeranno martedì alle 14.45 nella chiesa di San Marco. Sarà tumulato a Milano, su richiesta della moglie, che ha chiesto di non inviare fiori ma un sostegno al reparto di pediatria dell'ospedale Fatebenefratelli. «ROMANO MILANESE» - Sempre martedì è in programma una commemorazione in Aula a Palazzo Marino. «Sin dalla seconda metà degli anni Ottanta Funari ha avvicinato i telespettatori cittadini alla politica, traducendola in modo più comprensibile nei termini e nella sostanza» ha detto il presidente del Consiglio comunale, Manfredi Palmeri -. Il suo legame con Milano era fortissimo, dagli esordi al Derby all'impegno nella televisione in Rai e nei network privati, sino ai suoi ultimi mesi, purtroppo segnati dalla sofferenza. Un romano milanese, quindi, che ha interpretato tutti i suoi ruoli con creatività, innovazione e forte orientamento al pubblico, riuscendo a farlo diventare co-protagonista». LA MOGLIE - «È stato cosciente sino alla fine - ha raccontato la moglie Morena Zapparoli in una telefonata durante lo speciale «Ciao Gianfrà» su Italia 1 -. Ha lottato fino alla fine, si è persino risvegliato dal coma. Poi purtroppo però l'ultimo coma è stato fatale. L'ultima frase che gli ho detto quando gli ho dato un bacio stamattina, gli ho detto Gianfranco tu con la morte non c'entri un... E dovrei dire una parolaccia, lo avrete immaginato... Lui con la morte non c'entra un cavolo per usare un eufemismo, ecco».
LA STORIA - Fu Aboccaperta, la trasmissione del 1984 su Raidue, a dargli la grande popolarità. Nato a Roma nel 1932, aveva debuttato nel 1967 al Derby di Milano; è del 1980 la sua prima apparizione come conduttore televisivo, con il programma Torti in faccia, di cui era anche autore. Verranno poi, in un crescendo di popolarità che ne fa uno degli animali da tv più apprezzati e controversi, Mezzogiorno sempre su Raidue (1987-90) e, poi con Mediaset, Mezzogiorno italiano su Italia 1 (1991). LA POLEMICA CON BERLUSCONI - Allontanato dal gruppo Fininvest per una polemica con Berlusconi, escogitò una soluzione inedita: la trasmissione Zonafranca, che andava in onda su 75 emittenti locali. Nel 1993-94 tornò a Retequattro per presentare Funari news, Punto di svolta e L'originale. L'EDICOLA - Dopo una breve e sfortunata parentesi come direttore del quotidiano L'Indipendente e il fallimento delle trattative con Rai e network privati, si ritirò su Odeon Tv per presentare L'edicola di Funari e Funari live. Nel '96 tornò a Raidue come conduttore del contrastato Napoli Capitale. Con la chiusura del talk show politico, Funari iniziò un lungo periodo di lontananza dal piccolo schermo fino al 2000, quando gli viene affidata su Canale 5 A tu per tu. Non ha molto successo e torna su Antenna 3 e Odeon tv. Nel 2005 subisce un delicato intervento al cuore, ma non demorde. Tenta nuove trasmissioni, ma non decollano e fa l'ospite fisso da Mentana, Bonolis e Chiambretti dove dimostra, nonostante il tempo passato, di essere sempre l'autore di una comunicativa che non passa attraverso l'eloquio ma la mimica corporea. Nel 2007 l'ultima avventura tv, l'Apocalipse Show sui temi ambientalisti: avrebbe dovuto rivoluzionare il sabato sera di Raiuno e invece si rivelò un grande flop. MA DOPO TUTTO RESTA SEMPRE UN GRANDE CHE HA SEMPRE ESTERNATO TUTTI I PROBLEMI DELLA SOCIETA' ESPONENDO LE COSE COME REALMENTE ERANO. ADDIO GIANFRANCO!

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