domenica 7 febbraio 2010

Truffe a due donne: falso figlio al telefono


Ha un nome ed un volto l'autore di due truffe portate a termine ad Aci S. Antonio, ma potrebbero essere anche molte di più, messe a segno ai danni di ignari anziani.Si tratta di un napoletano di 33 anni, Luigi Innaro, attualmente detenuto nel carcere di Secondigliano per altri fatti non attinenti a quelli scoperti dai militari dell'Arma della Compagnia di Acireale. A dargli un'identità, al termine di lunghe e complesse indagini, sono stati i carabinieri della stazione di Aci S. Antonio. L'attività investigativa fu avviata lo scorso anno nel mese di agosto quando un'anziana, presentandosi nella caserma di via Vittorio Emanuele, informò i militari di un giovane il quale, giunto nella propria abitazione, si era fatto consegnare 500 euro per pagare un computer il cui immediato acquisto necessitava al figlio. Per dare maggiore veridicità al tutto, il giovane la fece parlare tramite il cellulare, con un interlocutore, spacciandolo proprio per il figlio, il quale confermò ogni cosa. Nonostante ciò, la donna continuò a mostrarsi titubante per cui, ancora prima della consegna del denaro, il giovane, strattonandola, se ne impossessò dandosi poi alla fuga. Tale particolare portò subito l'anziana a contattare, questa volta davvero, il figlio che negò di averle parlato. Il raggiro quindi era stato messo in atto. Stessa sorte capitò, poche settimane dopo, ad un'altra donna vittima di un raggiro, sempre ad Aci S. Antonio. Questa volta saltò fuori un altro stratagemma, insieme a un complice al momento rimasto ancora rimasto sconosciuto: la necessità di dover pagare una somma di 3500 euro per una non meglio specificata vertenza assicurativa. Anche in questo caso, fu messa in scena la falsa conversazione telefonica con il figlio che sollecitava il pagamento, così da poter fare cadere le ultime residue resistenze della vittima della truffa. I carabinieri si mettevano così al lavoro, acquisendo una serie di indizi e grazie anche alle minuziose descrizioni riguardo le caratteristiche somatiche dell'autore dei raggiri da parte delle donne prese di mira, i militari riuscirono a raccogliere degli elementi comprovanti il possibile coinvolgimento di Luigi Innaro nelle due vicende ricostruite. Il rapporto è stato in tal modo trasmesso alla magistratura, con il Gip di Catania che ha ritenuto attendibili le prove raccolta a carico del napoletano in "trasferta", tanto da emettere un'ordinanza di custodia cautelare formulando le accuse di rapina aggravata in concorso e truffa.

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